Da qualche anno è ormai possibile, anche in Italia, parlare seriamente e senza rigidezze ideologiche di sicurezza. Non facile, ma possibile. A questo siamo arrivati per gradi, grazie all’impegno di Enti Locali abbastanza lungimiranti da rifiutare il tabù che pesava sull’argomento da sinistra e da impegnarsi in un serio forum di studio sul tema (il Forum Italiano sulla Sicurezza Urbana, FISU); grazie a campagne elettorali e mandati di governo (nazionale e locale) spesi a cercare di capire ed affrontare l’insicurezza dei cittadini; grazie al ruolo di facilitazione assunto dalle istituzioni europee e dalle organizzazioni internazionali, dove di questi temi si parla in termini tecnici e senza i pregiudizi della nostra politica ferma alla Guerra Freddda; attraverso, infine, una lunga sequenza di eventi, spesso gravi e tragici, di violenza, di ritorsione e di degrado. Poter parlare del problema è un ottimo punto di partenza.
Avere qualcosa da dire è il passo successivo e necessario, ma a conti fatti, non così scontato. Chi ha seguito il dibattito nato dalla decisione del Sindaco di Milano Letizia Moratti, di manifestare contro il governo per protestare contro l’insicurezza nella sua città, avrà notato quale povertà di argomenti sia emersa. Non solo da parte della Moratti, ma anche di Sindaci di Centro-Sinistra e del Governo che, con i suoi patti per la sicurezza ha probabilmente scelto il meccanismo decisionale più iniquo e distorsivo che una coalizione di come questa potesse produrre.
Se l’attuale classe dirigente nazionale ha poco da dire sulla sicurezza, probabilmente è bene iniziare a preoccuparsene, perchè questo potrebbe essere uno dei temi importanti per le sorti del Partito Democratico. L’insicurezza rischia di essere l’anticamera del conflitto; di mischiarsi alla povertà, formando miscele eplosive come nei paesi in via di sviluppo; può dare vita a tentazioni repressive o discriminatorie; più semplicemente, può portare a circondare le vite delle persone con più o meno metaforici muri, cancellando o abbandonando al degrado tutto ciò che stia al di fuori della sfera privata e protetta dell’abitazione, del luogo di lavoro, degli spazi aperti al pubblico a pagamento e strettamente sorvegliati.
Per questo vorrei, a partire da questo post, proporre una serie di temi e di opinioni su cui discutere, prima di tutto attraverso i commenti del blog. Negli ultimi due-tre anni ho avuto modo di lavorare e studiare molto su questi temi e sono convinto che parlandone insieme potremmo tirare fuori e mettere insieme un po’ di cose interessanti da dire, nel caso che qualcuno decidesse di chiedere la nostra opinione. Chi vuole partecipare è invitato. E se volete proporre argomenti che a me non sono venuti in mente, scrivetemi.